DESTINAZIONE MUSEO 6
4 aprile -8 giugno 2025
Giovan Battista Conti, sacerdote collezionista mecenate
La figura non comune di un sacerdote, don Giovan Battista Conti, e della sua instancabile opera di salvaguardia e acquisizione di importanti opere d’arte al tempo delle soppressioni napoleoniche, è al centro di una mostra che la Comunità di Pignolo organizza in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi.
Il costante appoggio alle parrocchie nella riscoperta del loro patrimonio e delle vicissitudini storiche che ne caratterizzano la storia è tra gli obiettivi che la Fondazione si pone nell’orizzonte dell’operato del Nuovo Museo Diocesano che, tra le altre opere, ospiterà anche capolavori provenienti da Sant’Alessandro della Croce, nell’ottica di una periodica rotazione.
La figura del Vice-Parroco Conti, già oggetto di importanti approfondimenti e studi in passato, è iconica per il costante impegno e la peculiare perizia che il Sacerdote dimostrò, nel desiderio di preservare testimonianze pittoriche, ma anche suppellettili e arredi liturgici, nella temperie rivoluzionaria che accompagna la fine del XVIII secolo.
Dotato di spiccata intuizione, Egli apprende che il tempo in cui si trova a vivere conosce, tra il crollo dell’ancien regime, le dominazioni francese, austriaca e di nuovo francese, una circolazione di testimonianze artistiche senza precedenti prossimi. La ricca parrocchia di Sant’Alessandro della Croce è per lui osservatorio privilegiato e, con ogni probabilità, fonte di disponibilità economica per promuovere una serie di acquisti di straordinaria importanza. La sua opera di tutela si rivolge anzitutto ai beni della sua chiesa, che talvolta trovano prudenziale rifugio presso la sua casa.
Ben presto la sua attenzione assume peculiarità collezionistiche, guardando alla soppressione di secolari conventi e monasteri, dove sapientemente rintraccia opere e reliquie cariche di significato per il culto alessandrino così caro alla comunità e all’intera città. Uno degli esempli più emblematici dei questo lavoro è il sarcofago tardo antico che ancora oggi sostiene l’altare eucaristico al centro del presbiterio. Autentici capolavori come la Trinità, dipinta da Lorenzo Lotto per l’omonimo oratorio confraternale in Santo Spirito, sono immagine di una cultura della memoria che non accetta la lacerazione indiscriminata e ideologica degli incameramenti di Stato e comprende il valore delle immagini per l’ispirazione alla fede di intere generazioni di credenti.
Diverse opere, anche di proporzioni monumentali, trovano nuova definitiva collocazione nella Parrocchiale di Pignolo prima della morte del Viceparroco che, rifiutando questa e altre prestigiose prepositure, dovette percepire la propria impressionante opera di salvataggio come una sorta di seconda vocazione.
Gli elenchi delle opere comodate alla Parrocchia nel 1813 da parte del fratello, don Giuseppe, e poi definitivamente donate nel 1816, sono la base per un racconto che si snoderà tra le fastose cappelle della chiesa di Sant’Alessandro e la sacrestia dove, per l’occasione, faranno ritorno alcuni dipinti finora custoditi presso il Museo Diocesano Bernareggi, tra cui la celeberrima citata Trinità. Con altre straordinarie testimonianze pittoriche che permangono nella ricca sacrestia, verranno narrate nel gioco di una geografia delle provenienze che rende questa Prepositurale cittadina irrinunciabile antesignana dell’opera di racconto del territorio che ci si aspetta di trovare in un buon museo diocesano.
mostra a cura di Lorenzo Mascheretti e Silvio Tomasini
con il patrocinio di
Accademia Carara - Bergamo e Ateneo di Scienze, Lettere e Arti - Bergamo
Progetto di mostra a cura della Fondazione Adriano Bernareggi
e della Parrocchia di Sant’Alessandro della Croce
in occasione delle Settimane della Cultura 2025
nell’ambito del progetto “Destinazione Museo”
Visite guidate a cura de “Le Vie del Sacro”
Orari: sabato e domenica dalle 15 alle 18
Visite guidate in altri orari su richiesta.