
LA BELLEZZA INFONDE GIOIA
Davanti alla pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto
Quando
Dove
Descrizione
Meditazione teatrale di e con Lucilla Giagnoni
Drammaturgia Lucilla Giagnoni
con la collaborazione di Maria Grazia Panigada
Musiche originali Paolo Pizzimenti
Produzione Fondazione Adriano Bernareggi
Nuova produzione. Debutto nazionale
28 novembre 2025 ore 16, 18 e 20.45
Aula Picta del Museo Bernareggi
Biglietto unico: 15 euro
Incluso nel biglietto: Visita guidata in coda allo spettacolo, ingresso complesso museale valido 24h
Biglietti acquistabili anche presso la biglietteria del Museo diocesano Adriano Bernareggi (piazza Duomo 5).
Posti limitati per capienza sala.
Prenotazioni on line e presso la biglietteria del museo diocesano Adriano Bernareggi (piazza Duomo 5).
Lucilla Giagnoni dà voce a Lorenzo Lotto davanti ad uno dei capolavori assoluti del Rinascimento Italiano: la Pala di San Bernardino, l’opera che ha ispirato la meditazione teatrale.
Il testo, scritto in occasione dell’inaugurazione del Museo Bernareggi, prende le mosse dal concetto stesso di bellezza e dalla convinzione che l’uomo, prendendosi cura della bellezza, si prende cura anche di se stesso. La custodisce con i sensi, con il cuore, con le mani, con l’immaginazione.
In ogni opera d’arte, poi, si concentra una fitta trama di relazioni e di emozioni, che danno vita alla bellezza. Lì, la Bellezza, riflesso del Creatore, prende forma e regala la gioia di esistere: si rivela, si riconosce, si assapora, si condivide, si vive. A volte questo incanto si fa più intenso, il tempo rallenta, e lo sguardo si colma di meraviglia. È ciò che accadrà davanti alla pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto, in ascolto di Lucilla Giagnoni
«Abbiamo deciso di concentrarci sulla Pala di San Bernardino perché lì si incarnano tutta una serie di linee narrative che emergono quando rifletto sulla bellezza: la manifestazione del creato, l’armonia degli opposti, la generatività madre-figlio. La scena che Lotto dipinge è epifanica, come una manifestazione teatrale: un gruppo di angeli danza in mezzo alla natura, tiene un velo verde, che è molto teatrale, ma lo fa su una struttura estremamente solida di pietra. Lotto riesce a unire leggerezza e pesantezza. E poi, c’è la Vergine col bambino. La madre tiene il bambino in braccio, ma lui è libero, sta per camminare. Va verso il mondo, ha una sua storia. La madre sa che cosa dovrà affrontare il bambino eppure è lì, con il suo sì. La Vergine “figlia del tuo figlio” ci riporta a quella “coniunctio oppositorum” di Dante, quella congiunzione armonica degli opposti, che dice di più di tanta teologia. In un mondo, quello di oggi, dove gli opposti si distruggono, lei riesce a metterli insieme, a unire l’impossibile».
Lucilla Giagnoni