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SCATOLE DI MEMORIA
sette libri d'artista per custodire la memoria
Giovanni Bonaldi al Museo Bernareggi
Nello spazio dedicato alle installazioni temporanee, al secondo piano di Palazzo Bassi Ratgheb, sede del Museo Adriano Bernareggi, sono stati collocati sette libri d’artista (7/22) in forma di scultura, opere dell'artista bergamasco Giovanni Bonaldi. nella sala ogni opera è posta su un parallelepipedo di cartone sul quale sono state tracciate delle lettere in ebraico, numeri, diciture ad inchiostro. L’intento è stato quello di ricondurre il significato del cartone al valore del viaggio, alla spedizione postale di un pacco. Inviato. Atteso. L'installazione è stata pensata per ArtexiMiniCre, i laboratori estivi della Fondazione Bernareggi, rivolti ai bambini dai 3 ai 6 anni.

Così, ad un primo impatto, il bambino si trova di fronte a oggetti posti più in alto di lui, difficili da raggiungere forse. Ma forse le cose non stanno proprio così. Una provocazione dello sguardo che genera da un lato curiosità e dall’altra uno stimolo per una lettura formale dell’insieme.  Infatti, per codificare l’opera, il bambino è costretto a “salire” su un ripiano come fosse la porzione di un gradino stabilendo quella similitudine d’azione con il mondo ebraico. Il bambino ebreo all’età dei tredici anni compie il suo Bar-mitzvah diventando figlio del precetto “salendo” sulla Bimah, una piattaforma simile ad un pulpito, da cui declamerà con lettura cantata il passo biblico preparato.

Percorrendo l’esposizione, ci si accorge che questi oggetti inizialmente possono essere scambiati come vecchi giocattoli di latta. E’ in seconda battuta, che gli stessi assumono le sembianze di piccoli veicoli di pensiero. L’intento dell’artista sta proprio lì: nel momento in cui il bambino “sale” per osservarli, dinamizza il suo livello sul piano intellettuale e dell’apprendimento. I bambini diventano un pochino più grandi nel momento in cui accedono ad altri contenuti più o meno complessi e nascosti.

Raccolte sotto il titolo di “Scatole della Memoria”, contenitori di latta destinati a conservare caramelle, tabacco, mentine, diventano protagoniste dell’opera. Poste sotto custodie di plex quasi fossero intime memorie ritrovate, ogni scatola custodisce cartigli poetici che in forma di “concertina” vengono esibiti in tutta la loro estensione.  Le opere, di piccole dimensioni, riaffermano la delicatezza tematica della persecuzione ebraica nell’istante in cui una identità viene espropriata di oggetti affettivi e di culto. L’opera completa, formata da 22 pezzi unici, scandiscono una numerazione progressiva pari alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico. Il progetto, commissionato per una esposizione al Memoriale di Milano da parte di Ermanno Tedeschi, è stato esposto in una sua prima sezione dal novembre del 2018 sino a fine gennaio del 2019.

L’opera verrà completata a settembre e verrà presentata prossimamente a Milano e a Tel Aviv.

E' possibile visitare l'installazione durante gli orari di apertura del Museo
da martedì a venerdì dalle 15 alle 18